Preside, non si dicono le bugie

La Preside del Liceo Prati ha pubblicato una lettera di risposta al mio primo post di denuncia. Potete trovarla sul sito dell’Adige oppure qui di seguito:

«In questi giorni si sta realizzando quello che è ampiamente descritto nel recente romanzo di Umberto Eco, “Numero zero”, edito da Bompiani, in cui si presentano le modalità di creazione della famigerata macchina del fango. Si presentano gli eventi in modo da inficiare una positiva volontà costruttiva. I rappresentanti degli studenti del Liceo Prati hanno pubblicato su Facebook all’inizio della settimana (lunedì 19 gennaio) tutti gli argomenti che sarebbero stati trattati nel corso dei due giorni di cogestione (22 e 23 gennaio). Tematiche variegate e di grande interesse. A tutti gli studenti è data la possibilità di dare il loro contributo per invitare esperti esterni e sfugge il motivo per cui lo studente Lorenzo Borga non abbia richiesto la presenza del Movimento 5 Stelle ai rappresentanti d’istituto. Ricordo che il Movimento 5 Stelle è stato già più volte invitato dagli studenti del liceo a vari momenti di confronto e di dibattito. Solo ieri, a cose ormai concluse, Lorenzo Borga ha messo in luce il mancato coinvolgimento di M5S, inventando un veto da parte del dirigente scolastico che non è mai stato espresso. I rappresentanti degli studenti, infatti, hanno l’importante compito di scegliere le tematiche e di invitare gli esperti, visto che lo spazio della cogestione ha proprio il ruolo di rendere gli studenti protagonisti e responsabili delle loro scelte. La cogestione si è svolta in modo particolarmente positivo anche quest’anno, con confronti civili e costruttivi evidenziando ancora una volta come questa sia un’occasione formativa importante per il nostro Liceo».

Dedico le prossime poche righe alla mia risposta.

Cara Preside,

Inizio con un appunto personale. Sono sinceramente dispiaciuto che con il post “Quando la scuola tradisce il patto educativo” si sia persa l’occasione di aprire un dibattito interessante ed inclusivo all’interno della nostra scuola, trasformando invece questa opportunità in bieca polemica a mezzo stampa. Più volte in questi giorni ho provato a contattarla per tentare un dialogo con lei, senza ricevere risposta.

Ad ogni modo, trovo la sua risposta particolarmente debole per due motivi essenziali.

Primo. Come scritto nella giornata di ieri e come mai è stato smentito dal Liceo, il dibattito inizialmente prevedeva la sola partecipazione di esponenti identificabili nell’area del centro-destra. Grazie però al suo intervento si è riusciti ad invitare anche tre esponenti del cosiddetto centro-sinistra, per la precisione di PD, PATT e SEL. La sua mossa è stata assolutamente giustificata e legittima, anzi dovuta. Infatti nel suo ruolo di garante dei diritti degli studenti il suo dovere la chiamava a ristabilire l’equilibrio tra le forze in campo e a garantire agli studenti “una formazione culturale che sia aperta alla pluralità delle idee” (come cita lo stesso Regolamento del Liceo Prati). Questa è, ed è stata, sua responsabilità. Sua è stata la decisione di invitare esponenti del centro-sinistra. La mia domanda allora è questa: se il suo intento è stato quello di ristabilire l’equilibrio tra i vari esponenti perché non invitare chi esprime la seconda forza nel Parlamento Italiano e un consigliere nel Consiglio Provinciale? Sono stati invece invitati partiti e movimenti (e questo -attenzione- ha arricchito il dibattito) che nei sondaggi non arrivano alle due cifre e che esprimono in Parlamento e in Consiglio Provinciale una rappresentanza molto più esigua o addirittura nulla. Perché quindi non sono stati invitati al dibattito anche gli esponenti del Movimento 5 Stelle? Perché? Risponda a questo piuttosto che parlare di “macchina del fango”.

Secondo. Lei giustamente scrive che “a tutti gli studenti è data la possibilità di dare il loro contributo per invitare esperti esterni e sfugge il motivo per cui lo studente Lorenzo Borga non abbia richiesto la presenza del Movimento 5 Stelle ai rappresentanti d’istituto.” Probabilmente di questo lei non ne è a conoscenza, ma il giorno stesso della pubblicazione del programma definitivo ho chiesto ai rappresentanti il perché dell’assenza dei 5 Stelle.

Ecco le risposte di una rappresentante d’istituto.

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Risposte piuttosto inequivocabili. Siamo proprio sicuri che la responsabilità di “scegliere le tematiche e di invitare gli esperti” sia stata degli studenti?

Preside, non si dicono le bugie.

P.S.: non tutte le parole dei messaggi riportano le parole della preside in modo letterale (trattandosi di messaggi privati ed informali). Per sapere come è andata davvero leggete il primo post.

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