Riforma della Scuola in Trentino, ma il PD dove è?

EDIT 16/09/2016: Il Partito Democratico del Trentino, in seguito a questa lettera, ha organizzato un percorso partecipativo di riflessione e proposta sulla riforma della Scuola trentina. Si chiama www.unanuovascuolaperiltrentino.it, che ha portato anche alla pubblicazione di un documento di più di 100 pagine. Obiettivo raggiunto!

Lettera pubblicata sul giornale L’Adige.


Tutti sappiamo che gli studenti italiani ritorneranno tra i banchi di scuola il settembre prossimo con una nuova riforma a regime. E tutti sappiamo quanto ci si è dati da fare, da una parte e dall’altra, per portare a casa la riforma oppure per fare in modo che non vedesse mai la luce. Ma non tutti forse sono consapevoli che in Trentino il discorso è ben diverso. La nostra autonomia provinciale prevede infatti libertà d’azione sulla delega scolastica. Questo significa che in Trentino ci sarà bisogno, proprio come è accaduto nel 2010 all’Assessora Marta Dalmaso, di una nuova riforma che probabilmente ricalcherà in gran parte le linee della legge 107, la cosiddetta “Buona Scuola”.

E quale partito, per di più se in maggioranza, dovrebbe essere il più motivato a guidare il dibattito in tal senso se non il Partito Democratico del Trentino? Partito che vive, da mesi ormai, una fase di sbandamento collettivo che lo ha relegato ai margini della politica trentina, anche a livello di influenza, pur restando il primo per numero di voti. Eppure abbiamo forse sentito qualche proposta dal partito che più di tutti dovrebbe difendere gli interessi della Scuola pubblica? Ed il lavoro certo non mancherebbe. Bisogna portare a compimento una riforma impegnativa ed a largo respiro, almeno quanto – nel bene e nel male – quella nazionale. Bisogna tentare di mettere d’accordo tutti, per evitare gli errori che hanno portato a quello che anche a Roma viene definito un “disastro comunicativo”. Bisogna essere temerari, perché dopo tanti anni il sistema d’istruzione nazionale ha fatto scelte più coraggiose rispetto al territorio trentino. Nelle altre regioni è stato introdotto un principio di valutazione della didattica, come anche è stata completamente attuata l’autonomia scolastica che era prevista fin dalla riforma Berlinguer del 1996. Fino ad oggi dal PD provinciale abbiamo ascoltato solo una proposta del Deputato Nicoletti, che assomigliava però più che altro ad una uscita personale. L’Assemblea provinciale ha già programmato la discussione? Ed il direttivo? I circoli sono stati mobilitati? Il neosegretario Barbacovi (che tra l’altro viene dal mondo della Scuola) come ha in mente di procedere? Le parti hanno già iniziato a muoversi – Rossi ha recentemente incontrato alcuni tecnici ministeriali di rilievo ed i sindacati hanno già richiesto un tavolo con l’Assessore/Presidente -, dovrebbe farlo anche il PDT, ed in fretta.

Se il PD ricomincerà a fare il Partito Democratico lo vedremo alla testa di questo dibattito, lo vedremo ascoltare la sua gente e coloro che nella scuola ci lavorano e ci studiano, lo vedremo portare avanti proposte coraggiose ed arrivare a risultati concreti. Se invece il PD non cambia atteggiamento lo continueremo a vedere per quello che è stato fino ad ora: un partito dilaniato dalle correnti e sempre più distante dai temi concreti.

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