Una strana serata di fine estate

È l’1.47 e sono appena tornato al mio B&B dopo la festa del Meet-Up di Brescia. Inutile dire che abbiamo discusso fino ad adesso di politica, trovandoci quasi mai d’accordo.

Tutto ha inizio quando – quasi per caso – apro qualche giorno fa la schermata “Altro” nei messaggi di Facebook. Talvolta è sempre bene darci una controllata, mi è già purtroppo capitato di perdere occasioni e messaggi importanti finiti proprio in quell’angolo digitale così poco visibile. E leggo così con sorpresa il messaggio di Adriano Nitto, assistente del Senatore del Movimento 5 Stelle Vito Crimi, che mi invita ad intervistare il Vicepresidente della Camera perché ne uscisse una “conversazione libera, senza filtri e vivace”. Dapprima con qualche titubanza, poi via via sempre con più entusiasmo, accetto l’invito per l’intervista. Per un’unica ragione: a partire da chi mi ha fisicamente invitato fino ad arrivare allo stesso Luigi Di Maio tutti sanno bene di non invitare un ragazzo elettore di M5S, né vicino alle sue posizione politiche (come viene ribadito anche qui sul Trentino). E nonostante questo, o forse proprio per questo, mi hanno mandato il loro invito, per dimostrare l’apprezzamento riguardo ciò che successe al Prati.

In realtà non sapevo esattamente cosa aspettarmi, ho ricevuto parecchi messaggi calorosi dopo il post pubblicato su Facebook da Di Maio, ma non immaginavo ancora come sarebbero state accolte le mie critiche al Movimento, se come normale dialettica politica o come uno sgarbo nei confronti di chi era stato così gentile da invitarmi. E il rischio di venire strumentalizzato, come in parte è accaduto con l’interrogazione parlamentare dell’Onorevole Fraccaro, è inoltre sempre dietro l’angolo.

https://www.facebook.com/plugins/post.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2FLuigiDiMaio%2Fposts%2F892965010740046&width=650

L’intervista era stata preparata insieme ad altri due ragazzi – studenti di giurisprudenza a Brescia – che sono felice di poter dire che ormai sono diventati degli amici. Dopo una veloce prova delle domande ci prepariamo per la cena. E passato qualche minuto arriva proprio Di Maio che si siede al nostro tavolo ed inizia a porci qualche domanda sulla nostra vita, e noi a lui. Al di là di ogni giudizio politico posso riconoscere la serietà e la disponibilità di un ragazzo di 29 anni che è diventato il più giovane Vicepresidente della Camera di sempre: rare volte – soprattutto in incontri pubblici – interloquendo con un politico di qualunque schieramento mi è capitato di poter contare su tutta la sua attenzione e di non venir interrotto da qualcun altro che gli si avvicinava. Con lui è accaduto, nonostante la fila di persone che avrebbero desiderato farsi una foto insieme a lui.

Poi ecco che arriva il momento dell’intervista: si sale sul palco – con la solita giusta agitazione -, la presentatrice racconta la storia del 7 in condotta e dopo di me salgono Stefano e Giorgio, i ragazzi con cui ho preparato l’intervista (come potete vedere dal video a partire dal minuto 16:15). Di seguito potete leggere le domande che abbiamo posto a Luigi Di Maio.


1. Quale sogno ha spinto il giovane Luigi di Maio a mettersi in gioco e a fare politica e perché farlo proprio nelle fila di M5S?

2. Vorremmo ora procedere in questo modo con l’intervista. Immaginiamo che il M5S sia sul punto di andare al Governo dopo aver vinto le elezioni, ci deve rispondere in modo sintetico e concreto su quali sarebbero le vostre decisioni politiche per ognuno di questi temi. Innanzitutto però ci dici come si muoverebbe per “scegliere” il Presidente del Consiglio e i diversi Ministri.
Arrivato al Governo invece cosa farebbe in concreto su questi temi:
  • Scuola;
  • Risollevare il Sud;
  • Patto di Stabilità;
  • Gestione nazionale dei flussi migratori.
3. Secondo il rapporto “Doing business” del 2015 le imprese italiane ogni anno subiscono una tassazione totale pari al 65,4%, contro il 48,8% in Germania, il 33,7% del Regno Unito ed il 25,9% dell’Irlanda, paesi tutt’altro che appartenenti al Terzo Mondo e nei quali i diritti dei lavoratori sono simili ai nostri. Per diminuire questa percentuale cosa ritieni si debba fare?

E poi, scusami, un’altra domanda che mi viene ora spontanea: al di là dei tecnicismi un ragazzo di 20 anni come noi che si trova in un Paese con la pressione fiscale tanto alta, con una disoccupazione giovanile ai massimi storici, che le dicesse che vuole andare all’estero per cercare maggiore fortuna, pensi che varrebbe la pena convincerlo a restare? E se sì cosa gli diresti per farlo?

4. Quale è la risposta che il M5S dà alla politica di austerity imposta all’Europa e cosa ne pensi riguardo un’unione monetaria non sostenuta da un’unione fiscale e soprattutto politica, la quale spesso non permette di affrontare con decisione temi sensibili come quello sempre attuale della gestione dei flussi migratori?

5. Molte volte quando mi sono rivolto a elettori ed esponenti del Movimento 5 Stelle mi è stato detto da loro che avrei dovuto “aprire gli occhi” e solo allora mi sarei accorto della vera natura dei politici italiani e di conseguenza avrei votato il Movimento. Non ritiene che un atteggiamento di questo tipo, che denota la diffusa convinzione di essere i detentori della verità, non vi allontani da potenziali elettori che non sono ancora convinti delle vostre posizioni politiche? La vostra è certo una forte convinzione in quello che dite e fate, e questo vi fa onore, ma a volte questa convinzione può assomigliare quasi a una fede. Cosa commenti di fronte ad un’affermazione simile?


Certo, non è stata esattamente l’intervista che speravo. In alcuni passaggi l’impressione era di assistere più ad un comizio che ad un’intervista – con Di Maio in piedi che cercava (e otteneva) gli applausi della platea – ma è un rischio da mettere in conto ad una festa di un soggetto politico e con una platea così omogenea. Terminate le nostre domande una voce amplificata si è sentita alle nostre spalle. Era Beppe Grillo in persona che faceva la sua visita a sorpresa alla festa del Meet-Up. E non si può certo non riconoscergli la maestria nell’arte della retorica: in quasi mezz’ora ha rinvigorito la platea e non ha sbagliato una parola. Sapeva esattamente cosa dire e come dirlo. Un vero show-man.

L’intervento di Beppe Grillo

Ma la vera sorpresa non è stata l’intervista, né l’intervento di Beppe Grillo. La vera sorpresa è stato l’attimo successivo alla discesa dal palco. Una decina di attivisti del Movimento mi si sono fermati attorno per rispondere alle mie perplessità a proposito di alcune scelte di M5S che avevo espresso durante l’intervista. Una lunga discussione, fatta di toni accesi e piccole ammissioni da entrambe le parti. Sono stato addirittura additato di essere un “piddino”, e temo non si trattasse esattamente di un complimento. Siamo però sempre riusciti a raggiungere una sintesi. Credo di non aver incontrato mai tante persone così (auto)critiche nei confronti del Movimento – ed in parte di Beppe Grillo – che alla festa del Meet-Up di Brescia: non perché si tratti di un covo di dissidenti, ma perché ho riscontrato uno spirito critico ed autocritico che non mi aspettavo. Non è infatti esattamente la prima caratteristica che viene in mente quando si pensa all’attivista 5 Stelle stereotipato (certo anche per colpa di alcune infelici uscite dei suoi esponenti).

Non avevo alcuna idea di cosa aspettarmi appena sceso dal treno alla stazione di Brescia. Ora invece so che la base del Movimento 5 Stelle vive la partecipazione politica facendo parte di una grande famiglia, in cui non si distinguono militanti semplici e Parlamentari. Gente comune e – fino a prova contraria – onesta, come dimostrato fin qui dalla mancanza di inchieste e scandali nei loro confronti. Probabilmente non voterò mai il Movimento 5 Stelle in vita mia, ma sono felice di sapere che i miei avversari politici sono capaci di tanta umanità, semplicità e passione. È un bene per la democrazia.

Chapeau.

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Una strana serata di fine estate