Il Partito Democratico del Trentino deve aprirsi ai giovani

Lettera pubblicata sul giornale L’Adige il 26 maggio 2015.


Domenica 29 maggio il Partito Democratico del Trentino sceglierà il proprio segretario provinciale. Tanti andranno anche a votare ai seggi, ma quanti giovani lo faranno? Perché un ragazzo o una ragazza di 20 anni dovrebbe recarsi alle urne la prossima domenica?

Devo ammettere che personalmente avrei preferito le primarie aperte ai soli iscritti, per valorizzare il loro ruolo. Tuttavia si è deciso di dare la possibilità a tutti coloro che hanno compiuto più di 16 anni di andare a votare; è quindi fondamentale che chiunque si senta parte della comunità di centro-sinistra vada ai seggi per scegliere il segretario del partito più votato in Trentino. Un partito che purtroppo attira ancora troppo poco i giovani, anche quelli più impegnati, i quali preferiscono le associazioni di volontariato e i movimenti studenteschi. Lo dimostra il fatto che gli iscritti – importante fonte di finanziamenti e militanza – sono in diminuzione anno dopo anno, il che complica anche il lavoro dei circoli, che se ben organizzati potrebbero essere davvero dei centri politici e culturali attrattivi per le generazioni più giovani, alla ricerca di comunità e socialità. Avanti di questo passo, il Partito Democratico come lo conosciamo oggi tra una decina di anni non esisterà più.

A meno che il PD del Trentino non riesca a compiere quella transizione che altre organizzazioni politiche stanno attraversando: da partito di massa – schierato ideologicamente e che fa riferimento a classi sociali ben definite – a partito che si interfaccia con tutti gli interessi della società, non abbandonando i propri valori fondanti. Compiere finalmente questo impegnativo cambiamento è l’unico modo per riavvicinare alla politica i giovani, che il comunismo e la socialdemocrazia li hanno studiati velocemente durante qualche ora di storia e Berlinguer e Togliatti li hanno sentiti nominare fugacemente.

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Senza una sezione giovanile, non presente in Trentino a differenza di tutte le altre federazioni provinciali del Partito Democratico, risulta molto più complicato avvicinare ragazzi e ragazze. Un primo passo importante potrebbe essere quello di aprire il partito, a tutti coloro che vogliano mettersi in gioco a partire dai temi concreti. Interrogarsi sui temi dell’economia, del mondo del lavoro, della ricerca, dell’università e della scuola attraverso gruppi di lavoro trasparenti, elastici e aperti a tutti (e non solo agli iscritti e simpatizzanti) è il modo più semplice per raccogliere nuove adesioni e allargare la propria comunità. Il percorso partecipativo “Una nuova Scuola per il Trentino” può essere d’esempio, sia nel bene che nel male: non sono mancate infatti nei mesi di lavoro sul recepimento della “Buona Scuola” atteggiamenti di chiusura da parte di alcuni dirigenti preoccupati più della mancata tessera in tasca ad alcuni partecipanti che della qualità delle proposte avanzate.

Ebbene, uno fra i due candidati alle primarie di domenica queste necessità le ha certamente comprese, tanto da proporre alcune prime soluzioni nella propria mozione. Perciò ho accettato di far parte della sua squadra e di candidarmi insieme a lui e tanti altri a Trento, per tentare di rivitalizzare questo partito con nuove energie di cui tanto oggi ha bisogno. Per questi motivi penso che Italo Gilmozzi sarà un ottimo segretario provinciale e che insieme a lui il PD del Trentino potrà finalmente cambiare faccia, con un obiettivo: cambiare il PD per cambiare il Trentino.

Lorenzo Borga

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