Le quattro peggiori bufale di Matteo Salvini nel discorso di Capodanno

È stato un 31 dicembre affollato per quanto riguarda i discordi di fine anno. Oltre al classico discorso del Presidente della Repubblica, ed a Beppe Grillo per il quale affiancarsi al Quirinale è ormai una tradizione, quest’anno abbiamo avuto una new entry. Matteo Salvini, segretario della Lega Nord, armato di telefono ha pronunciato un discorso in diretta Facebook da Bormio dove si trovava presumibilmente in vacanza. Più una risposta a Mattarella che un vero e proprio discorso di Capodanno; risposta a tratti anche molto dura in cui Salvini ha trattato numerosissimi temi in 21 minuti di video, più che lo stesso Mattarella.

Non potevano certo mancare le bufale – o fake news come le chiamano oggi – d’altronde il leader della Lega ha già dimostrato una certa competenza in tema. Andiamo con ordine.

01:08 – (Mattarella) “si è dimenticato di una categoria, quegli italiani che non ci sono più perché sono stati ammazzati sostanzialmente dallo Stato, li ricordo io, l’ultimo un pensionato di 66 anni di Firenze che si è impiccato nella sua azienda due giorni fa perché doveva andare a discutere un debito con Equitalia, di 20 000 euro. Vi ricordate Equitalia? Renzi: <<Cucù, Equitalia non c’è più, l’ho cancellata, basta con queste protervie>>, bene lo Stato – che Mattarella rappresenta perfettamente – continua a strozzinare, a depredare, a derubare chi fa impresa, chi ha un negozio, chi ha una partita IVA, chi si ostina di fare l’artigiano, il primo imprenditore“. Se la notizia del suicidio è tristemente reale, tutto il resto è difficilmente accostabile alla realtà. Equitalia verrà davvero chiusa, non sulla base di vaghe promesse elettorali ma secondo l’ordinamento italiano ed in particolare la legge 225/2016, che ha convertito il decreto legge in materia fiscale firmato da Mattarella il 22 ottobre 2016. Equitalia si trasformerà effettivamente in “Agenzia delle Entrate-riscossione” dal primo luglio 2017 ed i debitori possono usufruire dello sconto fiscale che abolisce le sanzioni e gli interessi di mora sulle cartelle di Equitalia dal 2000 al 2015. Notizia di questi giorni è che già 100 000 cittadini hanno richiesto lo sconto tramite questo modulo. Matteo Salvini farebbe bene a rallegrarsi per l’attuazione di una proposta storica della Lega Nord – per di più da parte di un Governo sostenuto dal centrosinistra – piuttosto che affermare il falso.

02:59 – “Io ricordo che Sergio Mattarella faceva parte di quella Corte Costituzionale che rubò il diritto agli italiani di votare il referendum per cancellare l’infame legge Fornero“. Come poteva mancare l’ “infamelegge Fornero dal discorso di Capodanno di Matteo Salvini? Il segretario leghista parla di “diritto” rubato agli italiani. Tuttavia nella nostra Repubblica parlamentare i diritti dei cittadini sono stabiliti dalla Costituzione, di cui la Corte Costituzionale è il massimo garante. Quella stessa Corte che il 20 gennaio di due anni fa ha dichiarato inammissibile la richiesta di referendum abrogativo dell’articolo 24 del decreto legge n. 201 del 2011, conosciuto al grande pubblico proprio come Legge Fornero. Questo per via degli effetti della legge in questioni, “collegati in modo così stretto all’ambito di operatività delle leggi di bilancio” per le quali – secondo l’articolo 75 della Costituzione – non sono ammessi referendum. Ma non solo: il quesito proposto dalla Lega di Salvini era anche scritto male secondo la Corte, che ne ha giudicato la “palese carenza di omogeneità”.

12:42 – “In un momento in cui ci sono 4,5 milioni di italiani che vivono sotto la soglia di povertà, che Mattarella si è dimenticato – guarda caso – di citare, il dovere di chiunque è secondo me di aiutare prima questi italiani in difficoltà, poi tutto il resto del mondo”. Sembra incredibile, ma da queste parole parrebbe che Matteo Salvini abbia cambiato radicalmente la propria posizione sugli immigrati nel corso di qualche secondo e che tutti i residenti in Italia siano da considerare “italiani”. Molto più probabilmente Salvini sta raccontando la terza bufala del video. Infatti Istat nel determinare l’ampiezza del fenomeno della povertà relativa fa riferimento agli individui residenti, nati in Italia o altrove, e non ai cittadini italiani. Se l’istituto di statistica conferma il numero di individui che vivono in condizione di povertà relativa, testimonia anche un’incidenza molto superiore della povertà sulle famiglie straniere rispetto a quelle italiane. “La povertà assoluta risulta contenuta tra le famiglie di soli italiani (4,4 per cento) mentre si attesta su valori molto più elevati tra quelle con componenti stranieri: 14,1 per cento per le miste, 28,3 per cento per le famiglie di soli stranieri; in quest’ultimo caso si passa dal 23,4 per cento del 2014 al 28,3 per cento del 2015”. Proporre la soluzione di favorire gli italiani nell’assistenza sulla base che vi siano 4,5 milioni di residenti sotto la soglia di povertà è pertanto fallace: tra gli stranieri la povertà è un fenomeno decisamente più diffuso che fra gli italiani ed è in crescita sostanziale.

13:20 – “La Buona Scuola – non una parola da Mattarella sulla scuola – una pessima riforma della Scuola […] che costringe gente a girar l’Italia da nord a sud […] per cercare una cattedra lasciando perdere figli e famiglie. Una Buona Scuola invece per quanto mi riguarda permette agli insegnanti di insegnare nella regione in cui sono nati, dove hanno studiato, a cui sono affezionati, a cui sono legati e che amano particolarmente, magari con meno strapotere sindacale e più attenzione ai diritti degli studenti, oltre che dei sindacati e dei sindacalizzati“. Matteo Salvini fa riferimento alla polemica per cui gli insegnanti precari del Sud sarebbero stati deportati nelle regioni del Nord in cambio della stabilizzazione. Polemica che negli ultimi giorni è tornata d’attualità per via dell’accordo fra Ministero dell’Istruzione e sindacati che prevede la possibilità per l’anno scolastico 2017-2018 – in deroga alla Buona Scuola – per gli insegnanti a cui è stato chiesto di insegnare lontano da casa di richiedere di tornarvi. Ma c’è un tema di fondo: al Sud risiede la stragrande maggioranza dei professori assunti dalla Buona Scuola (78 per cento), ma poco più di un terzo degli studenti italiani (37 per cento). Questa discrasia è l’effetto di decenni di riduzione della natalità al Sud e di emigrazione: in meno di 20 anni il Meridione ha perso il 22 per cento della popolazione studentesca, mentre il Centro-Nord ha guadagnato il 14 per cento rispetto all’anno scolastico 1997-1998. Tuttoscuola, un magazine dedicato al mondo dell’Istruzione, pone chiaramente i termini della questione: “Su 40.453 sedi disponibili assegnate con i trasferimenti […] soltanto 14.192 erano nelle regioni del Mezzogiorno […], pari al un terzo del totale”. Come si può pensare quindi che il 30 per cento delle sedi potesse accogliere il 78 per cento degli insegnanti? 14 192 cattedre per 30 692 insegnanti, situazione capovolta rispetto al Centro-Nord dove invece vi era un fabbisogno di quasi 18 000 nuovi insegnanti.

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Una soluzione ci sarebbe stata: riempire di insegnanti le scuole del Sud – anche se non necessari – e coprire le cattedre scoperte nel resto d’Italia con supplenze mensili di precari alle prime esperienze. È questa la Buona Scuola di Salvini? Un progetto di riforma che potrebbe essere apprezzato molto di più da quei “sindacalizzati” che lui demonizza piuttosto che dagli studenti.

Insomma, se Matteo Salvini ambisce ad essere il Trump italiano, almeno per quanto riguarda la post-verità è sulla buona strada.

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